lunedì, 29 giugno 2009
25-26-29...BLINDATI !

Difficile da descrivere l'atmosfera del "dietro le quinte" di un esame di maturità. Le cose da raccontare sarebbero tante. Però quella che più mi sconcerta ogni volta è la severa blindatura a cui siamo sottoposti.

Alle 7,00 del mattino noi insegnanti siamo già lì, ad attendere l'arrivo dei Carabinieri che ci consegnano il plico con le tracce d'esame. Arrivano in alta uniforme, sigillano i computer della scuola per escludere l'accesso a internet e alla memoria dati, poi assistono alla chiusura dei cancelli.

Dopo che i ragazzi sono entrati a scuola, cioè alle 8,30, nessuno può più entrare o uscire da quei cancelli, per nessun motivo, prima che siano trascorse almeno 3 ore dall'inizio della dettatura della traccia.
La traccia di solito viene dettata tra le 9,00 e le 9,30...quindi fino alle 12,30 si resta blindati! Non si può usare il telefono della scuola né il cellulare, se non per casi urgenti, tipo un malessere di qualcuno.
Noi docenti restiamo blindati fino alla fine delle prove (azz...schiavismo?)

Io quest'anno ero in commissione d'esame, dopo ben quattro anni che non mi succedeva, e nel rivivere queste scene ho colto un aspetto tragi-comico. In particolare mi è saltato all'occhio il contrasto tra la severità  e la "prigionia" imposta a noi...e l'assoluta lascività di certe cariche politiche che già da diversi anni si sono succedute in Italia (o forse da sempre?)

Un contrasto di cui alcuni studenti a volte chiedono conto, con domande a cui riesce difficile rispondere.
postato da: RosaTiziana alle ore 12:39 | Permalink | commenti (8)
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mercoledì, 24 giugno 2009
LA VENTICINQUESIMA ORA

Ok. Sono una pigrona e lo confesso. Mi piace crogiolarmi nel letto al mattino,alzarmi solo dopo aver esaminato per bene ogni angolo del soffitto, anzi della stanza. Meglio ancora se qualcuno mi porta la colazione a letto.
Detesto andare in palestra, chiacchierare di abiti e profumi nello spogliatoio. E, a dirla tutta, odio anche nuotare troppo quando vado al mare.
Questa mia confessione per spiegare che...quello che mi sta succedendo dallo scorso mese di ottobre rappresenta per me uno stravolgimento totale dell'esistenza.

Potrei raccontare una mia giornata tipo, ma la sola idea di riportare qui il mio diario già mi procura orticaria. Io che ero abituata a tenere il cellulare spento fino a mezzogiorno, adesso mi ritrovo a rispondere al telefono dalle 8 del mattino fino a mezzanotte.

E c'è il giornalista che vuole delle risposte subito, poi il webmaster che vuole spiegazioni dettagliate su come procedere, poi l'editore che mi chiede di mandargli il file della copertina perché l'altro non andava bene, poi la disegnatrice che mi domanda se l'ultimo schizzo è ok, poi la maestra che ha ordinato tre copie del libro e ne vorrebbe altre cinque ma non riesce a trovarle, poi il responsabile del Festival che mi chiede se sarò presente all'inaugurazione, poi il direttore di uno dei siti che insiste per avere nuovo materiale subito, poi il Preside che mi chiama per sincerarsi che ho predisposto gli incartamenti per gli esami, poi la collega che mi chiede di passarla a prendere il giorno della prova scritta perché ha la macchina in panne, poi la segretaria della scuola che vuole urgentemente informazioni sul mio c/c bancario (è vuoto, ma esiste!), poi...mi fermo qui che è meglio!!!

Dribblando, in questa miriade di impegni, riesco anche a trovare il tempo per scrivere. Che è la cosa che mi da più gioia.
Scrivo fiabe, mi lancio in progetti sperimentali di tipo digitale (farovvi sapere presto), curo il blog, partecipo a siti specifici di letteratura per l'infanzia...

Però ventiquattro ore non bastano mica! Ho avuto una tregua solo a fine febbraio,  grazie all'influenza che mi costrinse a letto. Ecco ci voleva la febbre per permettermi di dedicarmi alla scrittura come si deve!

Gli amici mi prendono in giro blaterando di una fama che pare mi stia dando alla testa. 
Cosa impossibile, visto che la mia testa non so nemmeno più dove sia (ammesso che ne abbia mai avuto una). E ridono a crepapelle (conoscono la mia pigrizia), ben sapendo quanto queste fatiche mi procurino allergia. Vabbè.

Insomma, il mio più grande desiderio in questo momento sarebbe avere un'ora in più al giorno, una sola. La venticinquesima. Cosa ci farei? Un tuffo nell'azzurro profumato di salsedine che vedo dalla mia finestra.
Scusate se è poco! ;-)

postato da: RosaTiziana alle ore 20:05 | Permalink | commenti (20)
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mercoledì, 17 giugno 2009
E SI RIPARTE
(un altro premio...)

Sono stata nelle Langhe anni fa, durante un viaggetto con amici. Ci fermammo di passaggio. Mi sembrò un posto incantevole. Tuttavia, pensai, non è un luogo dove mi viene voglia di tornare. Chissà perché.

Ma la vita fa il suo corso e contaddice tutte le previsioni, ribalta le logiche e sorprende con effetti speciali. Ritorno lì, dunque. Ed è un ritorno speciale.

Un premio, un altro. Una fiaba a cui sono molto affezionata. Scritta di getto in un pomeriggio afoso. Corretta e riveduta più volte. Non credevo piacesse così tanto. A quanto pare mi sbagliavo.

L'UNICEF, che patrocina l'evento, ha invitato alla premiazione il regista Pupi Avati. Sarà lui, dunque, a consegnarmi il premio.
Quando l'ho saputo sono riuscita a stento a trattenere l'emozione. E' uno dei miei registi preferiti, alcuni suoi film li ho rivisti perfino tre volte.


Che dire? Lo dico? Ok. Sono emozionat...issima.

Per chi si trovasse in giro da quelle parti nel prossimo we, suggerisco di fare una capatina alla premiazione. Sono previsti vari interventi di artisti interessanti.

Ecco il link che racconta un po' cosa avverrà: QUI.

Vi aspetto ;-)
postato da: RosaTiziana alle ore 14:39 | Permalink | commenti (17)
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lunedì, 15 giugno 2009

IL MIO BLOG

(storia di amicizie e cambiamenti)


Se ripenso a quando è nato il mio blog, sorrido di tenerezza. Ma si può provare tenerezza per noi stessi? Bah, forse sì.

Ero poco abituata alla rete. L’unica idea che avevo in mente era scrivere di letteratura. Perché se c'è una cosa che amo nella vita, quella è l’arte della scrittura (e della lettura, perché anche leggere è un’arte).

Fu un’amica a parlarmi di Splinder, un’amica che ancora oggi accompagna la mia vita affettiva. Una di quelle persone a cui vuoi bene quasi per eredità genetica, perché gli amici a volte diventano più cari dei parenti. Non commento quasi mai il suo blog e lei non passa quasi mai da me. Del resto abbiamo stili differenti di scrittura, lei ama il glitter e io lo detesto, per esempio. Ma possediamo milioni di cose in comune…non a caso abbiamo scelto entrambe di insegnare, dietro una cattedra scomoda e malpagata. Dunque è Pallyna la responsabile della mia presenza qui, sappiatelo ;-)

All’inizio, tenevo molto all’anonimato stretto. Non amo gli esibizionismi e tantomeno ero alla ricerca di incontri o di altro. Mi interessava solo scrivere e leggere, lo scambio di idee, di sensazioni, il confronto.

Poi pian piano ho dovuto rinunciarci, gente a cui non avevo mai parlato di me ha scoperto il mio cognome. E la cosa all’inizio mi ha infastidita moltissimo.

Ma forse sarebbe accaduto ugualmente, perché i miei libri hanno cominciato a comparire in rete e RosaTiziana è divenuto un nome di riferimento per le maestre. Impossibile ormai l’anonimato.

Così il blog ha cominciato a trasformarsi, diventando altro: un gioco , una compliceità fra me, i lettori dei miei libri e i vecchi amici di sempre.

Lentamente i lettori hanno cominciato a chiedermi notizie personali, perché chi legge è sempre avido di notizie sull’autore. Ed è giusto in fondo. Anche a me capita da lettrice, soprattutto quando il libro m’è piaciuto molto.

Ho deciso di accontentarli, perché no? A sprazzi ho cominciato a scrivere dei post in perfetto stile “diario” e ho sentito le persone avvicinarsi a me, in maniera sorprendente. Maestre e genitori commentano poco, ma in compenso mi lasciano decine di pvt al giorno. E’ entusiasmante.

Ora questo blog è diventato una sorta di gioco-vetrina e non so come sarà domani, è tutto in continuo mutamento. Del resto la vita è così. L’immobilità appartiene ai morti, non ai vivi.

E non è solo il blog a cambiare…anzi forse i cambiamenti del blog rispecchiano i mutamenti della mia vita personale.

Ormai ho pochissimo tempo, immersa come sono negli impegni quotidiani che si moltiplicano perfino in estate. Ma va bene così. Il mio quotidiano è talmente cambiato che seguire il blog ormai diventa difficile. Ma non mollo, ho un debito verso questo blog: mi ha dato amici straordinari e la possibilità di esprimermi.

A proposito di amici, c’è un’altra persona speciale a cui devo molto (e lui forse nemmeno sa bene quanto) ed è Catpoet. Anche da lui commento pochissimo, ma per fortuna l’amicizia vera non passa attraverso i commenti di blog.

Pure la vita di Catpoet è cambiata tanto ultimamente. E’ cambiata al punto che forse nemmeno riuscirà a leggere il mio post…ha le prove all’Arena di Verona in questi giorni, lui che fino a pochi mesi fa faceva tutt’altro. Ma di queste novità un po’ deve ringraziare anche il suo blog.

E per finire, quando penso a Splinder c’è una persona che subito mi viene in mente. Un’amica conosciuta qui dentro, anni fa. Non la descrivo perché rischierei di sminuirne le mille qualità, usando aggettivi banali. Lei è Oldf e ha saputo affrontare i cambiamenti della sua vita con un coraggio raro. Anche per lei il blog ha significato tanto.

Ecco, forse c’è qualcosa di magico nei blog, missà.

postato da: RosaTiziana alle ore 09:49 | Permalink | commenti (13)
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mercoledì, 10 giugno 2009
STUPORE DI UN POMERIGGIO DI INIZIO ESTATE...

Me ne sto tranquilla a scrivere, quando squilla il telefono.

"Siamo del Ministero delle Politiche Sociali"
"Ah?!"
"Ci risulta che lei è una scrittrice molto amata dai bambini"
"Grazie, e dunque??"

Non vi nascondo una cosa: la sola idea che la mia attività di scrittrice "risulta" al Ministro...mi inquieta alquanto!
Ok. Dopo l'iniziale stupore, apprendo che la telefonata è una richiesta d'intervista.
Argomento: l'importanza della narrazione ai bambini.
Vengo informata che, sullo stesso tema, hanno appena intervistato anche un Docente di Pedagogia dell'Università di Firenze.

Ho pensato: ma davvero interessano queste cose al Ministero delle Politiche Sociali???

Letteratura e infanzia è un binomio fantastico, ma non serve ai fini edella propaganda elettorale. Oggi (in Italia) a chi interessa leggere? Al massimo i bambini vengono piazzati davanti alla televisione e, nella migliore delle ipotesi, portati al cinema.

Possibile che il Ministero delle Politiche Sociali voglia conoscere il mio (modestissimo) parere e quello di un docente universitario?


A quanto pare sì. Volevano conoscerlo. Lo stupore ancora mi pervade....

Che qualcosa, piano piano, si muova in una direzione diversa?
Sono convinta che la letteratura e l'impegno artistico possano smuovere le coscienze più di quanto non  facciano partiti e movimenti.


Voglio sperarlo.
Voglio credere che l'arte e la cultura (quel che rimane) alla fine si domostrino più potenti della televisione e di certi giornali.
Perché se perdo anche questo briciolo di speranza che mi rimane, davvero non so più dove recuperare il senso delle cose.

L'intervista la trovate sul sito ufficiale del Ministero, buona lettura.
postato da: RosaTiziana alle ore 12:47 | Permalink | commenti (18)
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lunedì, 08 giugno 2009
FONDO UN PARTITO


Scugnizzi & Libertà
postato da: RosaTiziana alle ore 14:04 | Permalink | commenti (11)
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giovedì, 04 giugno 2009
PRIMA DI ANDARE A VOTARE...

...consiglio la visione della scena di questo film, assolutamente!


postato da: RosaTiziana alle ore 12:36 | Permalink | commenti (7)
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venerdì, 29 maggio 2009
PROFESSORI E STUDENTI

Queste note sono autentiche, non uno scherzo. Ne avrei di peggiori da riportare e raccontare, ma mi astengo che è meglio và:




Nemmeno questo è uno scherzo:


 
postato da: RosaTiziana alle ore 14:46 | Permalink | commenti (9)
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lunedì, 25 maggio 2009
LA PIU' SIMPATICA

Adesso che il campionato è terminato, posso dirlo: di calcio non capisco niente. E nemmeno mi interessa capirci qualcosa. Però se c'è una squadra alla quale darei lo scudetto della simpatia è questa qui:



Epperò, anche se di calcio non capisco nulla, so per certo che uno di quegli omini in blu è bravo bravo bravo! Anzi, è bravo lui e pure quello seduto alla sua sinistra ;-)
postato da: RosaTiziana alle ore 17:41 | Permalink | commenti (19)
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sabato, 16 maggio 2009
UNA STRANA SENSAZIONE

Lunedì a Torino ci sarà la premiazione letteraria. Cerimonia in pompa magna. Saranno presenti i rappresentanti delle ambasciate di diversi paesi. Uh marò!!!

 

Chi mi conosce sa quanto io sia schiva. Non è modestia, è solo il mio carattere. Per questo, scrivere è il modo di comunicare e di donare che sento più consono, piuttosto che l’ostentazione.

Già. Perché scrivere significa aprire lo scrigno del proprio mondo interiore e regalarne il contenuto al lettore. Inevitabilmente.

Anche in una trama inventata, c’è sempre qualcosa di vero. Ed è così che deve essere, altrimenti sarebbe soltanto un arido esercizio di stile e non più un’arte.

 

Dunque, scrivere significa scambiare ricchezza con il resto del mondo. E questo scambio raggiunge il suo massimo negli incontri di lettura, dove scrittori e lettori hanno l’opportunità di guardarsi negli occhi, farsi domande e azzardare risposte.

 

Quando incontro bambini e genitori mi rendo conto di come sia indispensabile per la mia vita tutto ciò. Ormai è il mio percorso, diverso non potrebbe essere.

E' il mio modo di entrare in comunicazione profonda con la gente e con l’infanzia in particolare. Il mio tentativo di dare un contributo al cambiamento. Perché questo mondaccio a volte mi getta nello sconforto e sento l’esigenza di rivoltarlo come un calzino e cambiargli i connotati. Accadono cose disumane che non è più possibile tollerare. e il cambiamento diventa questione di sopravvivenza.

 

Mi piacerebbe che i miei libri non fossero in vendita, ma offerti in regalo ovunque. Ovviamente so bene che il mercato non può tollerare un’idea balzana come questa. Eppure io credo che i libri dovrebbero essere pane quotidiano per tutti. Un ausilio per la vita, un dono punto e basta.

Spesso regalo le mie fiabe. Appena posso le faccio viaggiare, libere, senza prezzo.

Azz, se mi scopre l’editore sono finita! (anzi so che mi sta leggendo…quindi la mia fine è vicina, argh)

 

Bene, adesso mi aspetta Torino: scrittori che sfilano in pompa magna, interviste, riflettori, la premiazione. 

Ecco, in situazioni come queste io mi sento fuori luogo. Sto bene quando scrivo, in silenzio, lontana dal fragore e dalla confusione.

Dunque è una strana sensazione quella che provo quando bazzico palchi e interviste.

Non ci trovo nulla di male, naturalmente. Sono schiva, tutto qui.

Ma scrivere comporta anche questi contorni e devo imparare ad accettarlo.

Spero solo che lì, in mezzo a tutto quel clamore, l’espressione del mio viso non riveli il desiderio di essere altrove.


Vabbè, mi tufferò nei libri...nel meraviglioso mondo dei libri. Questo è quel che più conta. Non vedo l'ora.

postato da: RosaTiziana alle ore 10:34 | Permalink | commenti (23)
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